Valenicia: città dei contrasti
maggio 20th, 2011
Roma, Parigi, Vienna, Madrid, Londra… le belle d’Europa. Le prime città che saltano alla mente quando arriva il momento di dedicarsi un week end fuori porta.
Poi ci sono le altre, quelle più timide e meno appariscenti, che si fanno scoprire pian piano. Perché non sono considerate le stars, almeno non ancora. E allora ti vengono incontro e ti porgono la mano. Più simpatiche per questo, meno altere forse… ma poi le guardi bene e ti accorgi che hanno fascino da vendere, quasi come le belle, anzi tanto quanto le belle.
Valencia: Capitale Europea dello Sport 2011 e città dei contrasti. L’Associazione Capitale Europea dello Sport ha riconosciuto a Valencia il titolo di Capitale Europea dello Sport 2011.
Titolo meritato, per una città che da anni è palcoscenico di importanti eventi sportivi come la 32ª e la 33ª edizione dell’America’s Cup, tappe di F1, gli Open 500 di tennis, numerose maratone, la 12ª edizione dei campionati del mondo di atletica leggera indoor, il World Motorcycling Championship e il Global Champions Tour considerato “la Formula 1 dell’Ippica”.
Nel 2011 il trend sportivo continua e Valencia apre il sipario a nuovi appuntamenti sempre all’insegna dello sport tra cui il Gran Premio di F1 dal 24 al 26 giugno con un circuito, quello di Valencia, che vede tratti urbani districarsi in prossimità della spiaggia e consente agli spettatori di assistere alla gara da un’imbarcazione del vicino porto turistico. E inoltre, il campionato spagnolo di atletica, gare di triathlon, la celebrazione del primo congresso europeo di attrezzature sportive e una nuova tappa del Global Champions Tour, un tocco di glam per un evento ospitato anche in località quali Montecarlo, Abu Dhabi o Cannes, e in altre dieci città a livello internazionale.
















Vado via perché Belluno è una città piccola e “provinciale”. Resto qui perché Belluno è una città a misura d’uomo. Vado via perché qui piove sempre. Resto qui perché mi piace molto il rumore della pioggia. Vado via perché a Belluno non c’è mai niente da fare. Resto, perché con i miei amici riesco a divertirmi anche senza passare la notte in discoteca. Resto, perché qui ho un lavoro e non me la sento di rischiare. Vado via perché, anche se ho un lavoro qui, preferisco esplorare nuove realtà correndo qualche rischio in più. Vado via perché ho sentito parlare di posti in cui c’è il sole tutto l’anno. Resto, perché adoro ammirare il rosa delle montagne al tramonto. Resto qui perché questa è casa mia.
Tuttavia qualcosa si sta muovendo ed esiste un progetto preliminare creato dalla Provincia di Belluno per un importo di 2.300.000 euro che servirà a creare nuovi collegamenti per evitare ai biker il traffico e pericolosi attraversamenti della Statale Alemagna tra Calalzo e Longarone. Due i punti nei quali si prevede l’intervento sono: tra Sottocastello e la Cavallera e in località Malcolm a Codissago, ai bordi del fi ume Piave.
Pare proprio di si. Il “chilometro zero” è l’operazione che Coldiretti Veneto propone a mense, chef e alla grande distribuzione.
Le vette di qualità e l’identità alimentare che abbiamo conquistato spaccandoci la schiena per secoli, che manteniamo con la fatica, la ricerca e la sperimentazione, che difendiamo dagli attacchi di chi ci vuole imporre sapori eguali e omogenei, magari spingendoci a regimi alimentari che possono rivelarsi malsani. Per dirla anche con altre parole, la scelta del km 0 (ripeto politica, produttiva, economica e culturale) è una scelta libera e liberale, che non impone nulla ad alcuno ma vuole soprattutto orientare le coscienze e il mercato e sostenere il reddito delle nostre aziende, sulla scia anche dell’apprezzamento che il made in Veneto e il Made in Italy godono nel mondo, dove addirittura le imitazioni dei nostri prodotti ad inganno dei consumatori sono superiori alla produzione.
