Archive for the ‘ Psicologia ’ Category


La felicità? Una conquista

Scritto da Belluno Magazine
novembre 1st, 2011

L’autostima non è tutto, ma è qualcosa senza cui non esiste nient’altro! (Gloria Steiner)

“Ancora una volta il capo se l’è presa con me! Avrei voluto farmi trattare con più rispetto, ma non ne sono stato capace!” “A scuola me la cavavo abbastanza bene, ora vorrei riprendere gli studi … e se poi non ci riesco?”

“Sono abituati ad avermi tutti a disposizione, io faccio i salti mortali, mi sento sempre più stanca eppure… non riesco a dire di no senza sentirmi in colpa!” “Sono molto attento al giudizio degli altri, al punto che mi ritrovo spesso a fare quanto immagino che gli altri si aspettino da me, piuttosto che quello ch’io desidero davvero.”

“Ho spesso la sensazione che gli altri siano comunque più bravi di me, quando qualcuno mi fa un complimento”.

Vi riconoscete in alcune di queste situazioni? E magari più di una volta più di una volta avete pensato “basta, quanto vorrei avere la forza e il coraggio di cambiare e sentirmi meglio!”. Mission possible, a patto di iniziare a coltivare con passione la propria autostima. Ma cos’è l’autostima? L’autostima corrisponde alla considerazione che un individuo ha di se stesso, all’idea ch’egli ha del proprio valore. Una sana autostima non ha nulla a che vedere con un narcisismo patologico, ove la persona esprime uno senso del proprio sé smisurato e per nulla corrispondente alla realtà.

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SOS Compiti

Scritto da Belluno Magazine
novembre 1st, 2011

L’inizio della scuola coincide spesso con l’esplosione di conflitti e ansie che scombussolano l’armonia familiare. Spesso la ragione di queste tensioni si cela dietro una parola sola: “i compiti”.

Tanti o noiosi, né i genitori né i bambini hanno voglia di farli, soprattutto dopo una giornata lavorativa per gli uni e orari scolastici prolungati per gli altri. Inoltre dobbiamo tener conto della ancor più grande fatica nello svolgere i compiti per quei bambini affetti da disturbo specifico d’apprendimento o con qualche difficoltà scolastica non ancora risolta nei primi anni della scuola primaria.

Quando riconosciamo che un bambino non è “sbagliato”, ma che ha una qualche ragione per manifestare un disagio o una difficoltà, siamo sulla strada giusta per aiutarlo. Quindi vincere la disaffezione dei bambini verso il lavoro scolastico a casa e cercare di favorire lo studio e l’apprendimento si può. La prima tappa però prevede che i genitori non si limitino a reclamare impegno da parte dei bambini, ma si dedichino loro stessi a svolgere il ruolo che gli è proprio, non sostituendosi, ma accompagnando il bambino verso la conquista di un metodo e dell’autonomia, e costruendo la giusta relazione con gli insegnanti. Infatti “fare bene i compiti” è una conquista graduale in cui tutti sono coinvolti. Per prima cosa bisogna ricordare che il fine dei compiti scolastici è praticare qualcosa che si è già appreso a scuola. Se il compito è troppo difficile è bene parlarne con l’insegnante. Non bisognerebbe permettere che il bambino si senta frustrato se i compiti sono troppo complessi o troppo lunghi per le sue forze. Spesso aiuta dargli compiti più semplici e diminuire notevolmente la quantità. Il genitore non deve farsi carico dei compiti scolastici e non deve diventare l’insegnante di suo figlio: deve ricordare che il bambino ha molti maestri ma una sola madre e un solo padre. Come rendere i compiti utili all’apprendimento e non un motivo di scontro tra genitori e figli?

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Il piccolo principe e i no che aiutano a crescere

Scritto da Belluno Magazine
agosto 13th, 2011

… In quel momento apparve la volpe. “Buon giorno”, disse la volpe. “Buon giorno”, rispose gentilmente il piccolo principe “Chi sei?” “Sono una volpe”, rispose la volpe. “Vieni a giocare con me”, le propose il piccolo principe. “Non posso giocare con te, non sono addomesticata” “Che cosa vuol dire addomesticare?” “E’ una cosa da molto dimenticata. Vuol dire creare dei legami…” “Creare dei legami?” “Certo”, disse la volpe. “Tu, fino ad ora, per me, non sei che un ragazzino uguale a centomila ragazzini. E non ho bisogno di te. E neppure tu hai bisogno di me. Io non sono per te che una volpe uguale a centomila volpi. Ma se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno uno dell’altro. Tu sarai per me unico al mondo e io sarò per te unica al mondo”. “Comincio a capire”, disse il piccolo principe. La volpe tacque e guardò a lungo il piccolo principe: “Per favore…addomesticami”, disse.

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