Avanti…Decidi!!!
dicembre 16th, 2011
Ogni giorno e più volte al giorno siamo tenuti a prendere decisioni che ci consentono di affrontare contesti diversi, dai più banali, come gli acquisti quotidiani, a quelli maggiormente rilevanti, come ad esempio la scelta di un nuovo lavoro.
Quando ci troviamo a prendere una decisione dobbiamo considerare ed integrare una notevole quantità di informazioni per generare delle alternative di scelta ed individuare le strategie di pensiero più opportune per decidere. La presa di decisione è un processo di ragionamento che può essere compiuto in modo pianificato o meno. Scelte ponderate richiedono l’adozione di strategie basate su confronti ed ipotesi, mentre scelte automatiche presuppongono la messa in atto di procedure già sperimentate senza un’approfondita analisi della situazione e delle alternative. Quest’ultima modalità di scelta viene frequentemente utilizzata in situazioni note, conosciute e già sperimentate precedentemente o in situazioni in cui il decisore si sente sotto pressione, La presa di decisione o “decision making” è un processo complesso, che coinvolge diverse strutture cognitive, in cui l’individuo deve valutare ed interpretare gli eventi, al fine di scegliere tra possibili diverse azioni. La realizzazione di un obiettivo richiede sempre decisione e impegno autentico ed oltre a dare un senso di grande soddisfazione, produce crescita e aumento dell’autostima… come quando percepisce di avere poco tempo per effettuare la scelta.
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Ogni anno 60mila giovani lasciano l’Italia e il 70% è laureato. Nei primi dieci mesi del 2010 si sono trasferiti 65mila ragazzi under 30 (fonte Istat).
Presentarsi bene scrivendo accuratamente e dettagliatamente le proprie esperienze professionali e formative, può non essere più il sistema migliore o quello più efficace per trovare lavoro rapidamente. Ormai non c’è neanche più bisogno di andare in edicola e comprare quotidiani e riviste dove ci sono concorsi ed annunci.
Le mani sudano, la bocca diventa secca, il cuore batte velocemente, siamo immobilizzati al punto che non riusciamo a concentrarci sul nostro discorso ma solo sulla reazione del nostro corpo. Più ci preoccupiamo che questi “sintomi” divengano visibili agli altri, più questi aumentano. Alcuni la chiamano “ansia di parlare in pubblico”, altri ansia sociale, altri ancora semplicemente timidezza.
