Dolomiti conteporanee: un capolavoro d’arti visive in ambiente
agosto 13th, 2011
L’arte è una risorsa, uno scandaglio. Applicata ad un oggetto, lo legge, vi entra. Concentra l’idea, dandole corpo, ricavandone forme ed immagini sintetiche.
Dolomiti Contemporanee è un progetto nuovo, sperimentale, che porta l’arte contemporanea a indagare lo spazio dolomitico. Un progetto integrativo, articolato ed ambizioso. Abbiamo individuato un luogo, speciale per potenzialità, perlopiù ignoto. Sass Muss, l’ex polo chimico di Sospirolo. Un complesso d’archeologia industriale, una serie di grandi padiglioni (oltre 3.000 mq), dislocati in un’area verde, come in una sorta di biennale pedemontana. Un luogo sorprendente che, per la prima volta in vent’anni, sarà utilizzato, per ospitarvi una serie di eventi espositivi e sociali, tra il 30 luglio ed il 15 ottobre 2011. Diversi curatori, decine di giovani artisti, provenienti da tutta Italia e dall’estero, verranno a Sass Muss. Vi soggiorneranno, studieranno il paesaggio, la montagna, la roccia. Impareranno a conoscere quest’ambiente, e realizzeranno le loro opere a ispirandosi ai soggetti individuati. I lavori verranno esposti nei padiglioni, a rotazione, in diverse mostre. Per oltre due mesi, sarà dunque attiva questa stazione di scambio e produzione artistica, che vuole proporre uno stimolo culturale forte e dare un impulso dinamico al territorio. Numerosi soggetti sono stati coinvolti nell’iniziativa, per rafforzarla ed estenderla, costruendo un’architettura di rete. Tra questi, Regione Veneto, Provincia di Belluno, Comuni di Belluno e Sospirolo, Confindustria Belluno Dolomiti, Consorzio BIM Piave, Fondazione Dolomiti Unesco, Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi, diversi enti e sponsor privati. Dopo Sass Muss, il progetto Dolomiti Contemporanee continuerà a svilupparsi, in altri modi, in altri luoghi.
di Gianluca D’Incà Levis
info@dolomiticontemporanee.net
















È aperta dal 4 giugno la 54esima Biennale dell’arte di Venezia, con la direzione di Bice Curiger, storica dell’arte e curatrice di livello internazionale.
Nacque in Cadore nel 1521, secondo cugino di Tiziano. Fu pittore, incisore, disegnatore e miniaturista. Nell’ultima parte della sua vita si dedicò anche all’arte della stampa e dell’editoria.
Questo soggetto è utilizzato, trattato, come un ritratto, o come il pretesto per un’azione di ritrazione. La posizione fisica del pittore davanti al supporto, il suo obiettivo oculare, è variabile. Talvolta, l’animale è osservato frontalmente, e dipinto per intero. Più spesso, è visto lateralmente, ne viene selezionata una parte, uno scorcio. Un dettaglio è preso, fatto proprio, sviluppato, ingigantito. O masticato – molte volte, piano – e ridigerito. Gli animali sono creature che l’autore evidentemente stima, per vari aspetti, preferibili all’uomo. Meno problematici. Meno paranoici. Mentre l’uomo, prosaico, finge, gli animali domestici, gli animali in quiete, non subiscono l’erotica distrazione di una vana coazione a posare. Dell’uomo, vediamo noi, essi possono senz’altro costituire una metafora. Non lo sostituiscono integralmente. Piuttosto lo incarnano, fingendo di trasfigurarlo. Ma di ciò, in realtà, a Visentini importa ben poco. Mentre noi lo capiamo, lui si occupa d’altro. Di un’immagine pittorica, che può pacificarlo.
